
Linguaggio cinematografico
5 giorni intensivi per ideare e realizzare un cortometraggio che verrà proiettato nella serata finale del festival, ambientato proprio nello splendido scenario del Castello.
Ogni film di questa edizione porta una carta del segno — un artista del Cancro tra attori, registi, sceneggiatori, compositori e direttori della fotografia — oppure è un film nel segno del Cancro: casa e radici, famiglia e madri, memoria e nostalgia, il guscio, la cura, l’acqua e la Luna. Il filo blu sotto ogni scheda racconta dove passa il segno.
I festival sono paesaggi. E anche Donnafugata Film Festival ne traccia uno, diverso da tutti, attraverso un gioco insieme lieve e serissimo, sotto il segno del Cancro: segno d’acqua, governato dalla Luna, tradizionalmente associato alla memoria, alla casa, alla madre, alla sensibilità, ma anche al guscio, alla protezione, all’inconscio.
Il Cancro non è solo la coincidenza biografica che lega Billy Wilder, Sidney Lumet, Vittorio De Sica, Ingmar Bergman, Paul Schrader, Bernard Herrmann, Robin Williams, Meryl Streep, Frances McDormand, Harrison Ford, Sylvester Stallone, Kathy Bates o Tom Hanks — ed è già una grande porzione di storia del cinema. È una costellazione di immagini: l’acqua che sommerge, la casa che protegge o imprigiona, la famiglia come promessa e disillusione, il passato che ritorna, il corpo forte ma vulnerabile, la Luna come richiamo infantile, romantico e perturbante insieme.
Ecco dunque che il segno attraversa le sale come un filo blu. Il festival si apre con la musica di Fabio Frizzi e con Fantozzi, maschera tragica del piccolo uomo prigioniero grottesco di uffici, riti sociali e frustrazioni — per il quale la casa non protegge dall’incubo lavorativo. Lo si ritrova, subito dopo, nel versante più oscuro dello stesso Frizzi, con L’aldilà di Fulci: qui la casa diventa varco, sepolcro, punto di passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti.
La Luna, che governa il segno, non poteva che essere una delle presenze segrete dell’edizione, spazio delle meraviglie, dei ragazzi, delle fiabe, ma anche dei ritorni. E.T. l’extraterrestre ne offre forse l’immagine più pura: la bicicletta che vola davanti al disco lunare, icona assoluta di un cinema in cui l’infanzia è nascondiglio, sia pure unito a una nostalgia adulta di un altrove smarrito (l’utopia?). Ponyo sulla scogliera fa salire l’acqua fino alla soglia della fiaba, intrecciando mare, madri e metamorfosi, immerse in un’estetica cerulea; Explorers ribalta la fuga da casa in incantesimo artigianale, perché il guscio per attraversare il cielo si può costruire con le proprie mani.
Accanto alla meraviglia, il Cancro mostra però il suo rovescio: il nido può diventare prigione. In La Casa di Sam Raimi la capanna nel bosco non protegge ma divora, con un occhio al cinema primitivo (Méliès) e uno al moderno splatter, pur carnevalesco; con Nightmare la cameretta adolescenziale viene violata dall’interno del sogno; in Misery non deve morire la cura si rovescia in possesso, e l’infermiera salvifica in carceriera. Non è un caso che il programma incontri anche Psyco, cuore teorico e mitologico di questa edizione: la casa sulla collina, la Madre, la doccia, la palude, la partitura di Bernard Herrmann. Pochi film hanno saputo trasformare con tanta precisione il domestico in perturbante.
Il filo blu è anche, però, un filo morale. Taxi Driver, scritto da Paul Schrader e musicato da Herrmann, fa del taxi una stanza mobile e una cella mentale, che attraversa la notte metropolitana fino all’esplosione della violenza. Toro scatenato (ancora Schrader, ancora De Niro/Scorsese) spinge il corpo a farsi corazza, su un ring che non può proteggere dalle trappole della vita vera. E in un’altra direzione, più storica e civile, Rapito riporta la famiglia al centro della ferita politica: un bambino sottratto alla sua casa, un’istituzione che manipola la religione.
Il Cancro è poi un segno di attrici lunari, di presenze capaci di trasformare la vulnerabilità in autorità scenica. Il dittico dedicato a Meryl Streep, Kramer contro Kramer e I ponti di Madison County, attraversa due figure diversissime e complementari: la madre che rifiuta di essere soltanto madre, e la donna che scopre, per pochi giorni, un desiderio incompatibile con l’ordine domestico. Frances McDormand, Kathy Bates, Janet Leigh, Eva Marie Saint, Barbara Stanwyck, Barbara Ronchi, Lea Massari compongono intorno a loro una galleria di volti in cui il femminile non è tema ornamentale, ma luogo di elaborazione di sé tra desiderio e colpa, integrità e sperdimento.
C’è infine il guscio dell’eroe. Rocky è la storia di un corpo corazzato e tenerissimo, incapace di esprimersi se non attraverso il combattimento e l’amore goffo per Adriana. Accanto a lui, Spider-Man, Lo chiamavano Jeeg Robot, RoboCop, District 9 e Blade Runner raccontano altre creature protette o imprigionate dalla propria armatura: supereroi, cyborg, alieni, replicanti, uomini mutati. Tutti cercano un’origine, un ricordo, qualcuno che ne riconosca la dignità.
Donnafugata Film Festival 2026 ci chiede quindi che cosa significa oggi avere una casa. Sotto il segno del Cancro, il cinema appare come un’arte delle maree: portava a riva frammenti di infanzia, melodie, madri, fantasmi, stanze, fotografie, corpi. Poi nel buio della sala ogni spettatore, per qualche ora, ritrova il proprio nido provvisorio.
Questo catalogo è anche il tuo taccuino: apri il programma per ogni giornata di festival e tocca Aggiungi al mio programma sotto ogni film, talk o concerto a cui sei interessato. Le tue scelte si salvano da sole e ti aspettano nel pulsante dorato “Il mio programma”, in basso a destra: da lì puoi aggiungere tutto al calendario del telefono, scaricare il PDF con i tuoi orari e creare una simpatica immagine per una storia da condividere, taggando le nostre pagine social. Se due scelte si accavallano, te lo diciamo noi.
Dall’ingresso principale del Castello si raggiungono il Cortile Grande, la Sala Bianca, l’Arena del Fossato e l’Arena delle Bifore.

Tre laboratori a numero chiuso per entrare nel mestiere del cinema dalla porta di chi lo fa: lo sguardo del regista, il corpo dell’attore, la voce del doppiatore. Le lezioni si tengono nei giorni del festival.

5 giorni intensivi per ideare e realizzare un cortometraggio che verrà proiettato nella serata finale del festival, ambientato proprio nello splendido scenario del Castello.

Il corpo, la voce, la verità della scena: esercizi e pratica d’attore con un interprete che lavora tra le due rive del Mediterraneo.

Al leggio con una delle grandi voci italiane: sync, respiro e interpretazione, per dare corpo a una voce e voce a un volto.
Numero chiuso · costo €30,00 cad. · info e prenotazioni 328 9739454

Un percorso espositivo che accompagna tutte le sere del festival: le opere di Luigi Rabbito abitano la Sala Bianca, ogni sera prima delle proiezioni.
a cura di Angelo Buscema · testo critico di Giovanni Caruso
Sala Bianca · 2–9 agosto · apertura ore 19–21
Salvatore Schembari
Andrea Traina
Roy Menarini
Carla Cintolo
Giorgio Lo Cirio
Rachel Massari
Salvo Paternò
Giuseppe Velasco
Giuseppe Anfuso
Morena Licitra
Vincent Migliorisi
Angela Rizzo
MediaLive Comunicazione
Alessandra Occhipinti
Giuseppe Salerno (tipografia f.lli Salerno)
Eleonora Spanalatte (18spazi)
Carmelo Ricca
Giuseppe Corallo
Francesco Bocchieri
Marcello Bocchieri
Salvatore Alfieri
Marika Noto
Michela Fraschilla
Carla Minardi
Gabriele Vittoria
opera di Giovanni Robustelli
realizzata da Andrea Traina
Ambra Angiolini (online) attrice
Mourad Ben Cheikh regista e sceneggiatore
Luca Biagini attore e doppiatore
Marco Cascone compositore
Anna Di Francisca regista
Maria Pia Di Meo attrice e doppiatrice
Fabio Frizzi compositore
Marco Giusti (online) critico e saggista
Stefano Lorenzi regista
Aymen Mabrouk attore
Massimo Martella sceneggiatore e regista
Paolo Perna compositore
Fausto Russo Alesi attore
Fabio Schifilliti regista
Fatma Sfar attrice
Trio Casamia band musicale
Chroma Ensemble formazione orchestrale
Marionettistica dei Fratelli Napoli storica famiglia di pupari
Cinestudio Groucho Marx presidente Francesco Pace
Archinet srl presidente Alessandro Di Salvo
Fondazione Gesualdo Bufalino presidente Giuseppe Digiacomo
Fitzcarraldo Cineclub presidente Raffaella Spadola
F.I.C.C. presidente Tiziana Spadaro Stornello
Regione Siciliana presidente Renato Schifani
Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo assessore Elvira Amata
Libero Consorzio Comunale di Ragusa presidente Maria Rita Schembari
Città di Ragusa sindaco Giuseppe Cassì, con delega alla Cultura, al Turismo, agli Eventi
Comune di Comiso sindaco Maria Rita Schembari · assessore al Turismo Giovanni Assenza





